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I 4 STEP PER LA TRASFORMAZIONE DIGITALE

Da ormai 20 anni siamo entrati nell’era digitale, dove hanno fatto il loro ingresso le nuove tecnologie e con loro anche tante nuove parole. Ci sono però due termini che ancora oggi vengono considerati erroneamente sinonimi: digitalizzazione e trasformazione digitale.
La digitalizzazione è ritenuta il processo iniziale affinché si riesca a compiere l’intero processo di trasformazione digitale. Digitalizzare i propri processi già esistenti all’interno di un’azienda è il passo iniziale che però non è sufficiente per attuare un vero processo di trasformazione.
Diversa è la trasformazione digitale perché comporta un cambiamento di leadership, ovvero il riposizionamento strategico nell’economia digitale dell’attività in questione, anche attraverso la digitalizzazione e a un maggiore uso della tecnologia, attuando così un percorso di evoluzione aziendale.

L’aumento dell’efficienza è sicuramente il vantaggio più immediato della trasformazione digitale, che comporta una serie di risultati:

  • Ottimizzazione dei processi
  • Migliore impiego delle risorse
  • Diminuzione dei costi
  • Resilienza
  • Vantaggio competitivo sul mercato
  • Possibilità di esplorare altre opportunità ad espandere il proprio business

In Italia, solo le grandi imprese sono quelle interessate alla trasformazione digitale, nelle quali è diffusa una combinazione che conta almeno 9 tecnologie: connessione a Internet, cloud, software (MES, ERP, CRM), uso dei social media e dei device intelligenti (IoT).
Nelle imprese con almeno 50 addetti i primi quattro modelli tecnologici è inclusa anche l’adozione dei software gestionali, mentre la presenza di IoT e di vendite online almeno pari all’1% si riscontrano solo nelle imprese con almeno 250 addetti.
L’indicatore sulla digitalizzazione di base delle PMI italiane, controllate dall’Indice di digitalizzazione dell’economia e della società (Desi), che monitora l’evoluzione delle prestazioni negli Stati membri dell’Unione Europea, vengono collocate al 10° posto della graduatoria europea, davanti a colossi come Germania e Francia.
L’80% delle imprese con almeno 10 addetti però è ancora a un livello basso o molto basso nell’utilizzo dell’ICT.

La differenza tra un’azienda che crea correttamente e con successo un progetto di trasformazione digitale e una che non riesce sta proprio nella capacità di saper pianificare una strategia ponderata, che non lasci nulla al caso o all’approssimazione, attraverso una metodologia integrata per gestire il cambiamento come un’opportunità.

Le tre colonne portanti sono:

  • Persone
  • Processi
  • infrastruttura tecnologica

1. IDENTIFICARE

Il suo obiettivo è quello di analizzare le tre colonne per valutare le:

competenze e motivazioni delle persone

organizzazione dei processi

stato degli asset sia software che hardware

In questa fase è necessario studiare i costi della non ristrutturazione. Quindi valutare le opportunità che l’impresa non è in grado di attuare a causa dell’obsolescenza in cui versano le tre colonne.

2. INNOVARE

Nello step 2 si deve analizzare la strategia di innovazione. Si entra nel momento in cui si individuano gli obiettivi del progetto di ristrutturazione. È necessario studiare le strategie dei concorrenti e come la tecnologia riesce a supportare l’organizzazione per migliorare la competitività.

3. INTEGRARE

Nella terza fase si definisce il piano di Ristrutturazione IT e quindi parte la fase strettamente operativa in cui vengono identificati gli interventi necessari al raggiungimento degli obiettivi.

Il piano di ristrutturazione IT viene organizzato secondo i migliori standard di project management (PMI, PRINCE2, SCRUM). Il piano include azioni che coinvolgono sulle persone (formazione, coaching, team building, recruiting di nuovo personale IT, ecc.), sui processi (riorganizzazione dei processi in ottica lean, individuazione sacche di inefficienza, ecc.) e attività di sviluppo dell’intera infrastruttura tecnologica (sviluppo software, attività sull’hardware, selezione ed integrazione tecnologie di mercato, ecc.).

4. IMPLEMENTARE

Nell’ultima fase, avendo tutte le informazioni, entrano in campo sviluppatori, analisti e system integrator e quindi si stanno per avviare i lavori.
In questa fase è utile chiedere il parere di consulenti esterni per sviluppare un piano di trasformazione digitale ad hoc. Se ci sono ancora delle inefficienze, è sufficiente implementare funzionalità di base o creare e sviluppare applicazioni più complesse, o addirittura sistemi che riescano a integrarsi con quelli preesistenti.

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